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Ernia del Disco e Sciatalgia: il ruolo della Rieducazione Posturale

Ricevere una diagnosi di “ernia del disco” spaventa molti pazienti, evocando immagini di paralisi o interventi chirurgici invasivi. Tuttavia, la letteratura scientifica internazionale dimostra che la maggior parte delle ernie del disco (anche quelle espulse) può andare incontro a riassorbimento spontaneo se supportata dal corretto percorso riabilitativo.

La biologia dell’ernia: perché il corpo può “mangiarla”

Quando il nucleo polposo del disco fuoriesce (ernia), il sistema immunitario lo riconosce come un corpo estraneo. Si attiva una cascata infiammatoria che, sebbene dolorosa, serve a richiamare i macrofagi, cellule “spazzine” che iniziano a digerire e riassorbire il frammento erniato. Questo processo si chiama disidratazione e riassorbimento dell’ernia.

Il ruolo della Fisioterapia e dell’Osteopatia nella fase acuta

Gestione del dolore: Invece di immobilizzare il paziente, utilizziamo tecniche manuali per ridurre la pressione sul nervo colpito (sciatica o cruralgia). L’osteopata lavora sul bacino e sul diaframma per assicurarsi che non ci siano tensioni meccaniche che “spingono” ulteriormente il disco contro il nervo.

Tecarterapia Resistiva: È fondamentale per aumentare l’ossigenazione profonda nella zona della lesione discale, accelerando il metabolismo cellulare e favorendo il processo di riassorbimento immunitario.

La prevenzione delle ricadute: Pilates e Posturale

Una volta superata la fase acuta, il problema non è più l’ernia (che si sta riassorbendo), ma il motivo per cui è uscita.

Rinforzo del Core: Attraverso il Pilates Reformer, insegniamo al paziente a creare un “corsetto muscolare” che protegga il disco durante i movimenti quotidiani.

Riprogrammazione Motoria: La ginnastica posturale serve a correggere quegli schemi di movimento (come flettere la schiena invece delle anche per raccogliere un oggetto) che hanno portato alla rottura del disco. 

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